ROTTE LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CCNL ELETTRICO

ROTTE LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CCNL ELETTRICO
Dopo l’ennesima giornata di trattative, si è giunti alla rottura per il rinnovo del CCNL elettrico.
Aver condiviso con le Controparti tutta la parte normativa, che comprende importantissimi documenti su Ambito di applicazione del contratto, Relazioni
Industriali, Bilateralità, Linee guida su un nuovo sistema classificatorio, Linee guida sulla regolamentazione del Diritto di sciopero, accettazione del prolungamento della scadenza del contratto al 31.12.2012 al fine di favorire l’allineamento della durata del CCNL elettrico a quelle esistenti in altri settori; tutto ciò non è stato sufficiente per far fare alle controparti una proposta economica che per 42 mesi riconoscesse l’applicazione di quanto previsto con l’accordo Interconfederale di aprile, cioè: 157,04 €. Sono stati offerti 153 €.!
La Uilcem è stata da sempre per il rispetto delle nuove regole sulla contrattazione! L’applicazione dell’IPCA porta ad un risultata economico che chiediamo venga riconosciuto ai lavoratori elettrici!
Sembra che qualcuno (Assoelettrica) voglia muoversi al di fuori delle regole! Ci domandiamo: perché? Che partita si stà giocando sulla testa dei lavoratori elettrici?
Attendiamo fiduciosi l’applicazione delle regole!
Non vogliamo niente di più ma neanche un centesimo di meno!

IL SEGRETERIO NAZIONALE
(Riccardo Marcelli)

il padrone fa l’operaio …rientra nei ranghi e aumenta lo stipendio agli operai


Non posso non riportare questa esperienza fatta da un imprenditore, che ha voluto provare a vivere con il salario di un operaio, tant’è che alla fine ha deciso di aumentare  il salario agli operai.

La notizia tratta da Repubblica.it ne riporto uno stralcio della intervista rilasciata dall’imprenditore, pertanto vi invito a leggere il resto dell’articolo alla Fonte: Repubblica.it.

CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) – Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all’uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che “è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri”.

Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
“No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l’opposizione”.

Perché allora questo mese da “povero” e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per lei?
“Perché stiamo tornando all’800, quando nella mia terra c’erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall’altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare”.

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