Appello CGIL CISL UIL SARDEGNA:PER UNA SARDEGNA DEL LAVORO E DELLE LIBERTA’

PER UNA SARDEGNA DEL LAVORO E DELLE LIBERTA’
APPELLO DEI SEGRETARI GENERALI DI CGIL CISL UIL DELLA SARDEGNA, DOPO LO SCIOPERO GENERALE E LA MANIFESTAZIONE DI CAGLIARI, PER UN CAMBIAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO NELL’ISOLA.

Più di 60.000 persone a Cagliari l’undici di novembre del 2011,  per la manifestazione in occasione dello Sciopero generale della Sardegna promosso da CGIL CISL UIL.
Il vento del Mediterraneo che spesso pulisce e libera soffia forte anche nell’Isola.
Urla e chiede cambiamento, nuove politiche, soprattutto il lavoro, la fine di privilegi di pochi, una giustizia sociale che spazzi via un fisco spesso rapace e tiranno, le pari opportunità per i sardi e il riconoscimento che l’insularità è un valore e non una condanna.
La manifestazione di Cagliari sancisce l’inizio di un movimento di popolo che chiede di governare e di essere governato con giustizia e libertà, nell’Europa dei popoli e non delle banche e degli speculatori, che dopo aver prodotto una crisi senza precedenti impogono soluzioni, ancora una volta a carico dei lavoratori, dei pensionati e dei più poveri.
E’ l’avvio, per la Sardegna, di una nuova fase, i cui bisogni e aspettative non possono essere affrontati e soddisfatti nel perimetro del Palazzo di Viale Trento e di via Roma, della Giunta e del Consiglio regionale.
La stessa Manovra Finanziaria della Regione per il 2012 è del tutto inadeguata ad affrontare anche solo una parte dei problemi che vive l’Isola in questo momento difficile, per cause internazionali e nazionali, ma anche locali.
C’è necessita e urgenza di istituzioni efficaci per affrontare la crisi del lavoro e delle sviluppo, di una politica che sia reale interprete delle difficoltà della Sardegna e dei sardi, che la sovranità e l’autogoverno si avvalgano di capacità, la sobrietà, la passione e gli ideali di chi si propone al governo dell’Isola.
L’Assemblea Costituente del popolo sardo, eletta dai sardi e rappresentativa di tutti i territori, è indispensabile per ricominciare, con una nuova fase di sviluppo e autogoverno e per negoziare con l’Italia e l’Europa i poteri e le risorse necessarie a garantire le libertà e la giustizia sociale.
Il vento del Mediterraneo siamo tutti noi e questo porta in Sardegna per quanti hanno cuore e ragione d’intenderlo, per chi non vuole arrendersi alla ineluttabilità della crisi, alla violenta logica dei mercati finanziari e della globalizzazione senza regole.
Lavoriamo, dunque, per una nuova fase della Sardegna e per rompere anche quella dipendenza della politica sarda che spesso non è “solo una violenza dei padroni ma una tentazione dei servi”.

I Segretari Generali
CGIL CISL UIL Sardegna
Enzo Costa Mario Medde Francesca Ticca

Quando non hai la possibilità di esercire un tuo diritto individuale…..

COMUNICATO STAMPA SEGRETERIE PROV.li Filctem-CGIL, Flaei-CISL e  Uilcem-UIL

Esistono dei diritti individuali sanciti dalla Costituzione Italiana che leggi, promulgate a tutela della collettività, violano.

Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali è uno di questi diritti individuali, un diritto che di fatto non può essere praticato, neanche quando lo sciopero si proclama a difesa di interessi collettivi, che superano quelli dei singoli lavoratori.

Neanche quando lo sciopero serve a garantire il futuro occupazionale, del nostro territorio. Leggi il resto dell’articolo

Il fumoso piano industriale porta allo sciopero generale di tutti i lavoratori E.On

COMUNICATO AI LAVORATORI
SCIOPERO GENERALE DI TUTTO IL PERSONALE E.On

La centrale termoelettrica di Fiumesanto. E se quelle luci non si accendessero più?

E.On, a partire dal suo Amministratore Delegato del Gruppo Johannes Teyssen e dal Presidente di E.On Italia, è rimasto sordo a tutti gli appelli che, in questi mesi, gli sono stati rivolti dal Sindacato Italiano.
Nascondendosi dietro motivazioni incomprensibili quanto fumose, questa Società tedesca, arrivata in Italia con grandi promesse di sviluppo, continua a sottrarsi ad un confronto preventivo sul merito sul suo Piano industriale e sul futuro produttivo.
Per fronteggiare la crisi E.On ha adottato una strategia miope che, una volta attuata renderà E.On Italia più piccola, meno competitiva e con seri problemi occupazionali.
Filctem, Flaei, Uilcem hanno sempre contestato una strategia di uscita dalla crisi che si traduce, esclusivamente, in tagli agli investimenti e alle spese per il personale, scaricando su Lavoratrici e Lavoratori il peso delle inadeguatezze industriali e manageriali del Gruppo.
Da troppo tempo si assiste a decisioni assunte a Dusseldorf che, senza un adeguato confronto preventivo, vengono “calate” in Italia pretendendo……. Leggi il resto dell’articolo

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