Una Tassa ingiusta per i lavoratori che intraprendono un contenzioso per i riconoscimento dei propri diritti.


Sarà il caldo, sarà che nessuno ne parla, ma nei meandri della nuova legge di stabilità inclusa nella finanziaria 2011,  è stata introdotta una nuova tassa per quei lavoratori che devono e vogliono far riconoscere o vedere riconosciuti i propri diritti.
La tassa in questione è il cosiddetto “Contributo Unificato”, già applicato da tempo per tutte le altre cause civili, che d’ora in poi è parte integrante anche per le cause di lavoro e previdenziali.
Proprio così: “cause di lavoro e previdenziali” fino ad oggi esenti. In pratica ogni lavoratore (o un suo patrocinatore) che intende intraprendere un’azione giudiziaria – magari contro il proprio datore di lavoro per mancata corresponsione degli stipendi, per cause di natura infortunistica o per quelle relative all’assicurazione obbligatoria – è obbligato a pagare un onere aggiuntivo rispetto al passato.
Le cifre in questione non sono elevatissime: si va da un minimo di 18,50 euro per i processi di valore fino ai 1100 euro a un massimo di 773 euro per quelli che superano la soglia dei 520mila euro (sono esenti i possessori di un reddito lordo annuo inferiore a 32mila euro), ci sentiamo di dichiarare che trattasi di  “un’ingiustizia sopra un’ingiustizia”.
Questo perché la tassa è iniqua colpisce chi già si trova in difficoltà per non aver percepito lo stipendio e deve farsi carico di costi aggiuntivi, perché è indipendente dall’esito del contenzioso in tribunale e quasi in maniera subdola invita a non rivolgersi alla magistratura per tutelare un proprio diritto……
Ci attiveremo in tutte le sedi affinché questo nuovo balzello venga eliminato.

COMITATO CRISI SASSARI: CHIESTO INCONTRO A CAPPELLACCI

Un nuovo documento per richiamare la Regione alle responsabilita’ verso il nordovest della Sardegna e una richiesta urgente di incontro verranno presentati nei prossimi giorni al presidente della Giunta Ugo Cappellacci.

L’ha deciso oggi il Comitato per l’area di crisi Sassari-Alghero-Porto Torres, riunito nella sala Campus della Provincia di Sassari, dopo un lungo confronto durato oltre tre ore tra i rappresentanti istituzionali, delle forze sociali e imprenditoriali del territorio e i consiglieri regionali eletti nel nordovest.

Il documento da inoltrare a Cagliari sara’ articolato in tre punti. Il primo riguarda l’impegno della Regione sulla vertenza Vinyls Italia, che a Porto Torres produce pvc, attualmente in amministrazione straordinaria dopo la rinuncia dell’ultimo proprietario, l’industriale Fiorenzo Sartor. Gli stabilimenti di Vinyls a Porto Torres occupano circa 140 operai piu’ altri duecento nell’indotto. fiumesantoAlla Regione, il territorio chiede poi di accelerare le pratiche di sua competenza per la realizzazione del nuovo gruppo a carbone che sostituira’ i vecchi gruppi a olio combustibile della centrale termoelettrica E. On di Fiumesanto. Leggi il resto dell’articolo

Congresso 2009:TESI UILCEM “la nostra storia…. il nostro futuro….”

TESI UILCEM

“la nostra storia…. il nostro futuro….”

OBIETTIVI

Il Sindacato deve recuperare il rapporto con i lavoratori e con i cittadini in generale ed a questo proposito deve organizzarsi per stare vicino al mondo del lavoro.

In termini di presenza:

attraverso una organizzazione diversa del Sindacato come preparazione e comunicazione;

attraverso nuovi modelli comunicativi ed un nuovo linguaggio più snello e più adatto alla fase storica attuale.

Sulla base di questi obiettivi fondamentali generali, si deve orientare la strategia sindacale per il nuovo Sindacato del futuro.

A tutti i livelli la Uilcem deve presentarsi come un Sindacato con le idee chiare, con obiettivi precisi, con metodi nuovi per essere vicino al mondo del lavoro e vicino ai lavoratori.

LA CRISI

Stiamo attraversando una profonda crisi che sta demolendo le fondamenta di un modello di società che ha sagomato la cultura pluricentenaria di riferimento a livello mondiale.

Una crisi prima finanziaria e poi industriale che non ha precedenti storici comparabili e della quale ancora non si percepiscono i confini.

Gli effetti disastrosi che si stanno registrando nell’economia reale si ripercuotono anche da noi in modo impietoso, e come altri stati anche il nostro è impreparato e disorientato nell’affrontare i cambiamenti imposti dal crollo della fiducia dei cittadini negli agenti economici dell’economia di mercato. Leggi il resto dell’articolo

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