E.ON azienda fantasma
giugno 21, 2011 Lascia un commento
Comunicato agli organi di stampa
Prologo : la multinazionale tedesca
acquistò gli impianti italiani dalla multinazionale spagnola Endesa dopo un’estenuante gioco di opa e contro-opa, compreso l’impegno sottoscritto con la regione sardegna ed il governo italiano di smantellare gli obsoleti gruppi 1e2 alimentati ad olio combustibile e di sostituirne la potenzialità produttiva con 1 gruppo di moderna tecnologia funzionante a carbone. Ora con l’autorizzazione di inizio lavori che volge alla scadenza (1anno a settembre) sembra che la multinazionale non voglia proprio onorare l’impegno. Il recente referendum bocciante il nucleare confermando la volontà degli italiani, sancisce in modo inequivocabile l’opportunità di non perdere l’occasione costruttiva di un impianto a carbone sia per i cittadini tutti che per i lavoratori del già morente territorio.
La recente storia italiana del mondo del lavoro, presenta un innumerevole campionario di aziende che dopo apparizioni di breve durata spariscono nel nulla, senza peraltro rendere conto dei finanziamenti, degli impegni e delle responsabilità morali dell’impresa.
E.ON in questo quadro si distingue, essendo riuscita a segnare in modo deciso il suo passaggio nel territorio, si proprio quello fisico e materiale, per il quale non crediamo siano sufficienti le campagne pubblicitarie a restituirlo “come prima”.
Per il resto, tutto coerente col campionario sunnominato, livelli aziendali totalmente inafferrabili, da quello internazionale fino a quello locale, interventismo da caterpillar senza il minimo rispetto ne dei cittadini e ne dei lavoratori, opportunismo esasperato al punto di mettere in pratica azioni a danno dei lavoratori senza consultarli od avvisarli sfruttando la scusa della sospensione delle relazioni sindacali da stato di agitazione in corso, manipolazione indiscriminata della azienda ai fini di pura speculazione finanziaria, assunzioni e licenziamenti con criteri non trasparenti
Gli attuali rischi oggettivi sono :
- primo, l’annullamento dell’investimento del nuovo gruppo a carbone, con la tecnica della confusione tra annunci, proclami, rinvii, promesse e parole d’onore
- secondo, la cannibalizzazione, peraltro già iniziata, dell’azienda italiana con l’obiettivo di vendere tante piccole scatolette e ricavarne un utile maggiore dell’intero
- terzo l’annichilimento dei lavoratori dipendenti, stretti nella morsa tra il dispotismo e la necessità del sostentamento
In questo quadro, che non intendiamo al momento definire nei particolari, lanciamo un allarme alle Istituzioni nazionali e locali affinchè intervengano con grande forza a riportare questa azienda ad una logica coerente e leale di produzione di benefici oltre che per se stessa anche per l’Italia, la Sardegna, i Cittadini ed i Lavoratori.
I Lavoratori già in stato di agitazione sia a livello nazionale che a quello di Fiume Santo, sono riusciti a scioperare, senza però ottenere risultati tangibili vista l’abilità elusiva dell’azienda e non vorrebbero anche loro finire ad incarcerarsi all’Asinara!
Sindaci, Presidenti di Provincia e Regione, visto che anche il Ministero delle Attività produttive ha ricevuto promesse vane da questa azienda, è ora che Voi insieme ai Cittadini ed ai Lavoratori scongiuriate quella che potrebbe essere una nuova Caporetto per il polo industriale del Nord Sardegna.
Le Segreterie FilCTEM Flaei UILCEM di Sassari




Commenti recenti