E.ON azienda fantasma

Comunicato agli organi di stampa

Prologo : la multinazionale tedesca
acquistò gli impianti italiani dalla multinazionale spagnola Endesa dopo un’estenuante gioco di opa e contro-opa, compreso l’impegno sottoscritto con la regione sardegna ed il governo italiano di smantellare gli obsoleti gruppi 1e2 alimentati ad olio combustibile e di sostituirne la potenzialità produttiva con 1 gruppo di moderna tecnologia funzionante a carbone. Ora con l’autorizzazione di inizio lavori che volge alla scadenza (1anno a settembre) sembra che la multinazionale non voglia proprio onorare l’impegno. Il recente referendum bocciante il nucleare confermando la volontà degli italiani, sancisce in modo inequivocabile l’opportunità di non perdere l’occasione costruttiva di un impianto a carbone sia per i cittadini tutti che per i lavoratori del già morente territorio.

La recente storia italiana del mondo del lavoro, presenta un innumerevole campionario di aziende che dopo apparizioni di breve durata spariscono nel nulla, senza peraltro rendere conto dei finanziamenti, degli impegni e delle responsabilità morali dell’impresa.

 

E.ON in questo quadro si distingue, essendo riuscita a segnare in modo deciso il suo passaggio nel territorio, si proprio quello fisico e materiale, per il quale non crediamo siano sufficienti le campagne pubblicitarie a restituirlo “come prima”.

Per il resto, tutto coerente col campionario sunnominato, livelli aziendali totalmente inafferrabili, da quello internazionale fino a quello locale, interventismo da caterpillar senza il minimo rispetto ne dei cittadini e ne dei lavoratori, opportunismo esasperato al punto di mettere in pratica azioni a danno dei lavoratori senza consultarli od avvisarli sfruttando la scusa della sospensione delle relazioni sindacali da stato di agitazione in corso, manipolazione indiscriminata della azienda ai fini di pura speculazione finanziaria, assunzioni e licenziamenti con criteri non trasparenti

Gli attuali rischi oggettivi sono :

-         primo, l’annullamento dell’investimento del nuovo gruppo a carbone, con la tecnica della confusione tra annunci, proclami, rinvii, promesse e parole d’onore

-         secondo, la cannibalizzazione, peraltro già iniziata, dell’azienda italiana con l’obiettivo di vendere tante piccole scatolette e ricavarne un utile maggiore dell’intero

-         terzo l’annichilimento dei lavoratori dipendenti, stretti nella morsa tra il dispotismo e la necessità del sostentamento

Endemic white donkey with blue eyes in the Isl...

Auspicio: lasciamo l'Asinara ai suoi pacifici abitanti .........

In questo quadro, che non intendiamo al momento definire nei particolari, lanciamo un allarme alle Istituzioni nazionali e locali affinchè intervengano con grande forza a riportare questa azienda ad una logica coerente e leale di produzione di benefici oltre che per se stessa anche per l’Italia, la Sardegna, i Cittadini ed i Lavoratori.

 I Lavoratori già in stato di agitazione sia a livello nazionale che a quello di Fiume Santo, sono riusciti a scioperare, senza però ottenere risultati tangibili vista l’abilità elusiva dell’azienda e non vorrebbero anche loro finire ad incarcerarsi all’Asinara!

Sindaci, Presidenti di Provincia e Regione, visto che anche il Ministero delle Attività produttive ha ricevuto promesse vane da questa azienda, è ora che Voi insieme ai Cittadini ed ai Lavoratori scongiuriate quella che potrebbe essere una nuova Caporetto per il polo industriale del Nord Sardegna.

Le Segreterie FilCTEM Flaei UILCEM di Sassari

 

 

Il fumoso piano industriale porta allo sciopero generale di tutti i lavoratori E.On

COMUNICATO AI LAVORATORI
SCIOPERO GENERALE DI TUTTO IL PERSONALE E.On

La centrale termoelettrica di Fiumesanto. E se quelle luci non si accendessero più?

E.On, a partire dal suo Amministratore Delegato del Gruppo Johannes Teyssen e dal Presidente di E.On Italia, è rimasto sordo a tutti gli appelli che, in questi mesi, gli sono stati rivolti dal Sindacato Italiano.
Nascondendosi dietro motivazioni incomprensibili quanto fumose, questa Società tedesca, arrivata in Italia con grandi promesse di sviluppo, continua a sottrarsi ad un confronto preventivo sul merito sul suo Piano industriale e sul futuro produttivo.
Per fronteggiare la crisi E.On ha adottato una strategia miope che, una volta attuata renderà E.On Italia più piccola, meno competitiva e con seri problemi occupazionali.
Filctem, Flaei, Uilcem hanno sempre contestato una strategia di uscita dalla crisi che si traduce, esclusivamente, in tagli agli investimenti e alle spese per il personale, scaricando su Lavoratrici e Lavoratori il peso delle inadeguatezze industriali e manageriali del Gruppo.
Da troppo tempo si assiste a decisioni assunte a Dusseldorf che, senza un adeguato confronto preventivo, vengono “calate” in Italia pretendendo……. Leggi il resto dell’articolo

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