Succede sempre in casa E.ON questa volta in inghilterra

Succede sempre in casa E.On, che in Inghilterra sembra essere nel mirino di organizzazioni Ambientaliste e di assalti di singoli “difensori dell’ambiente”..leggetevi quanto accaduto alla centrale di Kingsnorth in Inghilterra, cosa che deve far riflettere, le Centrali ora sono al centro di azioni dimostrative, vedi assalti di Greenpeace, vedi cambio di cartellonistica, attacchi come quello raccontato dall’articolo dell’Unità ad opera dell’ambientalista solitario, qualcuno ha pensato a soliti di Greenpeace ma questa volta si sono affrettati a dire che loro agiscono non agiscono in attachi anonimi.

Pertanto credo che sia opportuno rivedere le sicurezze esterne per impedire attacchi di questo tipo..le Centrali elettriche come sappiamo sono siti strategici e devono essere preservati e difesi da attacchi di questo tipo..ora del tutto pacifici ma non possiamo escludere delle azioni eclatanti, che potrebbero significare danni al personale impiegato e conseguenze tremende al tutto il sistema energetico di un determitato luogo…bisogna vigilare.

“Climate man”: un uomo misterioso ferma i veleni inglesi

Chi riuscirà a salvarci dall’inquinamento? Saranno i grandi dellaTerra?

Ovvero i Paesi iper industrializzati che discutono di clima ed effetto serra, e nel frattempo respirano (e fanno respirare) più anidride carbonica che ossigeno? Può essere. Ma intanto, nell’attesa di una risposta, c’è chi voglia e tempo di aspettare non ne ha proprio, e decide di agire da solo. Questa persona, ancora senza nome, da pochi giorni ha un soprannome, da personaggio dei fumetti: “climate man”. A darglielo sono stati i media inglesi, quando hanno diffuso ciò che è accaduto la sera del 28 novembre scorso in una delle più grandi e super controllate centrali a carbone inglesi, a Kingsnorth, non lontano da Londra. In barba a telecamere e agenti di sorveglianza, un uomo si è introdotto indisturbato nella sala macchine dell’industria e ha manomesso una turbina da 500 megawatt. Climate man si è poi dileguato, lasciando sul uogo del delitto un biglietto: «No a nuove centrali a carbone». Un’azione di protesta che potrebbe essere paragonata a tante altre se non fosse che il sabotatore ha agito da solo, che è risucito ad eludere i controlli e, soprattuto, che lo stop di quattro ore della turbina ha ridotto del 2 per cento le emissioni di CO2 dell’intera Gran Bretagna.

Articolo apparso sull’Unità on line che vi invito ad approfondire

Il tormento Napoletano tenta di invadere la sardegna

La Provincia di Nuoro dice no al termovalorizzatore a Ottana
Nella Conferenza Regione-Autonomie locali gli enti locali non hanno dato la disponibilità ad ospitare il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti, la cui costruzione sarà finanziata dalla Regione.
Entro febbraio il Consiglio provinciale di Sassari dovrà pronunciarsi sulla possibilità di adeguare l’impianto Endesa di Fiumesanto, per il quale il Comune di Sassari ha dato il via libera alla sola sperimentazione.
approfondisci l’argomento nel sito della regione sardegna.

No alle petroliere

Asinara contro le petroliere come abbiamo gia denunciato da noi in un nostro precedente post…abbiamo visto il proliferare delle azioni a salvaguardia del nostro ambiente non possiamo che dirci soddisfatti.vi segnaliamo qui di seguito l’articolo della Nuovatecnologia.it riguardante la manifestazione di Stintino (la Pelosa)
L'Asinara contro le Petroliere
Quadro vivente per dire no alle petroliere
Manifestazione
sulla spiaggia della Pelosa per protestare contro l’Endesa.
Seicentoventi persone si sono unite per formare la sagoma vivente di
una petroliera lunga 70 metri
Un no deciso si è alzato ieri dall’Asinara
contro le petroliere. Seicentoventi persone si sono unite per formare
la sagoma di una petroliera lunga 70 metri e alta dieci nello specchio
di mare davanti alla spiaggia della Pelosa, a Stintino: una singolare
manifestazione di protesta per bloccare il passaggio delle navi cariche
di combustibile nel Golfo dell’Asinara.Con gli slogan “No T(h)anks!”
e “No alla pelosa oleosa” sulla spiaggia gli ambientalisti hanno
protestato contro l’Endesa, la società che gestisce la centrale a
carbone di Fiume Santo (Sassari) e che ha deciso di affittare tre
depositi costieri all’olandese Vitol per lo stoccaggio di oli
combustibili. «Questo significa – denuncia Roberto Schirru, consigliere
di Progetto Sardegna al Comune di Sassari e promotore dell’iniziativa -
un incremento di petroliere in transito nel golfo dalle attuali sei a
sessanta».Inutili le rassicurazioni dei dirigenti
dell’Endesa che hanno garantito la massima sicurezza per ridurre al
minimo i rischi di incidenti. Una folta pattuglia di associazioni
ambientaliste (dal Wwf a Legambiente, dai Verdi al sindacato
Cisal-Federnergia fino agli indipendentisti di Sardinia Natzione) è
scesa in campo per sostenere la protesta con decine di attivisti che
hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.Una trentina gli organizzatori che
hanno preparato minuziosamente la silhoutte della petroliera a circa 30
metri dalla riva, dove l’acqua non supera i 30-50 centimetri. Quindi i
620 figuranti, tra sardi e turisti, si sono disposti a catena
congiungendo i paletti della sagoma, compresi quelli posizionati per
barrare la nave con una grande x. Il progetto nasce da un’idea
dell’artista Leonardo Boscani.

altre risorse sul web qui per il dettaglio fotografico della manifestazione qui

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