Presidi permanenti davanti a Camera e Senato contro la tenaglia delle pensioni

Si è svolto questa mattina un incontro tra i Segretari Generali Cgil-Cisl-Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al Governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere necessari cambiamenti.
Cgil, Cisl e Uil chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare.
Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni Sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle Commissione Bilancio di Camera e Senato.
A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, Cgil, Cisl e Uil proclamano per la giornata di lunedì 12 dicembre p.v. 3 ore di sciopero, con presidi davanti alle prefetture affidandone la gestione ai territori.
Infine, saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati e al Senato fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra.
Roma, 7 dicembre 2011

Appello CGIL CISL UIL SARDEGNA:PER UNA SARDEGNA DEL LAVORO E DELLE LIBERTA’

PER UNA SARDEGNA DEL LAVORO E DELLE LIBERTA’
APPELLO DEI SEGRETARI GENERALI DI CGIL CISL UIL DELLA SARDEGNA, DOPO LO SCIOPERO GENERALE E LA MANIFESTAZIONE DI CAGLIARI, PER UN CAMBIAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO NELL’ISOLA.

Più di 60.000 persone a Cagliari l’undici di novembre del 2011,  per la manifestazione in occasione dello Sciopero generale della Sardegna promosso da CGIL CISL UIL.
Il vento del Mediterraneo che spesso pulisce e libera soffia forte anche nell’Isola.
Urla e chiede cambiamento, nuove politiche, soprattutto il lavoro, la fine di privilegi di pochi, una giustizia sociale che spazzi via un fisco spesso rapace e tiranno, le pari opportunità per i sardi e il riconoscimento che l’insularità è un valore e non una condanna.
La manifestazione di Cagliari sancisce l’inizio di un movimento di popolo che chiede di governare e di essere governato con giustizia e libertà, nell’Europa dei popoli e non delle banche e degli speculatori, che dopo aver prodotto una crisi senza precedenti impogono soluzioni, ancora una volta a carico dei lavoratori, dei pensionati e dei più poveri.
E’ l’avvio, per la Sardegna, di una nuova fase, i cui bisogni e aspettative non possono essere affrontati e soddisfatti nel perimetro del Palazzo di Viale Trento e di via Roma, della Giunta e del Consiglio regionale.
La stessa Manovra Finanziaria della Regione per il 2012 è del tutto inadeguata ad affrontare anche solo una parte dei problemi che vive l’Isola in questo momento difficile, per cause internazionali e nazionali, ma anche locali.
C’è necessita e urgenza di istituzioni efficaci per affrontare la crisi del lavoro e delle sviluppo, di una politica che sia reale interprete delle difficoltà della Sardegna e dei sardi, che la sovranità e l’autogoverno si avvalgano di capacità, la sobrietà, la passione e gli ideali di chi si propone al governo dell’Isola.
L’Assemblea Costituente del popolo sardo, eletta dai sardi e rappresentativa di tutti i territori, è indispensabile per ricominciare, con una nuova fase di sviluppo e autogoverno e per negoziare con l’Italia e l’Europa i poteri e le risorse necessarie a garantire le libertà e la giustizia sociale.
Il vento del Mediterraneo siamo tutti noi e questo porta in Sardegna per quanti hanno cuore e ragione d’intenderlo, per chi non vuole arrendersi alla ineluttabilità della crisi, alla violenta logica dei mercati finanziari e della globalizzazione senza regole.
Lavoriamo, dunque, per una nuova fase della Sardegna e per rompere anche quella dipendenza della politica sarda che spesso non è “solo una violenza dei padroni ma una tentazione dei servi”.

I Segretari Generali
CGIL CISL UIL Sardegna
Enzo Costa Mario Medde Francesca Ticca

Accordo sulla mobilità nulla di fatto

Informativa ai Lavoratori – Roma, 21 ottobre 2011

Il 19 ottobre si é tenuto un incontro tra le Segreterie Nazionali di FILCTEM FLAEI FEMCA UILCEM e la Direzione per le Risorse Umane di EOn Italia, conseguentemente alla richiesta di attivazione di una procedura di Mobilità (su base volontaria) per 25 Lavoratori degli impianti produttivi elettrici.
Inoltre, era previsto all’ordine del giorno, il confronto sulla chiusura della sede di Verona, e il conseguente trasferimento dei Lavoratori presso la sede di Milano), decisa dall’Azienda a seguito della cessione della Rete gas.
Unitariamente, é stata confermata la indisponibilità del Sindacato a sottoscrivere un accordo per la fuoriuscita anticipata di Lavoratori o il trasferimento collettivo di altri, in assenza di tre precise condizioni: la definizione di un piano industriale, con particolare riferimento agli investimenti e all’occupazione; la accettazione, da parte dell’Azienda, di considerare questa procedura di Mobilità come un’efficientamento realizzato nell’ambito del programma EOn 2.0 (programma di razionalizzazione attualmente allo studio per tentare di risolvere la pesante situazione di crisi del Gruppo); la sottoscrizione di un accordo integrativo aziendale sui trattamenti aggiuntivi per il personale da collocare in mobilità e per la definizione delle misure non traumatiche in caso di riflessi sui Lavoratori coinvolti da processi di efficientamento.
La Direzione, dal suo canto, ha dato disponibilità a confrontarsi sugli investimenti previsti per Fiume Santo e Ostiglia, chiedendo al contempo di ricalendarizzare l’incontro fra due settimane, così da poter avere tutte le informazioni e gli elementi utili alla discussione. Sugli altri due temi, ha invece manifestato una pressoché totale indisponibilità, motivandola con la difficile situazione finanziaria.
Per evitare una rottura già in questa prima fase, si é pertanto deciso di aggiornare il confronto su tutti e due i temi al prossimo 8 novembre.
Si deve però constatare che le rigidità aziendali, l’indisponibilità a concordare strumenti non traumatici finalizzati alla tutela dell’occupazione, l’ambiguità sugli investimenti dimostrano, fin d’ora, la volontà di questa Azienda di scaricare su Lavoratrici e Lavoratori – incolpevoli – il peso di scelte manageriali sbagliate e gli effetti della crisi.
Qualora questo atteggiamento dovesse esser confermato nel prossimo incontro, in accordo con le Lavoratrici e i Lavoratori di tutte le Società EOn presenti in Italia, saranno assunte le adeguate iniziative sindacali che potrebbero non escludere forme di mobilitazione e di lotta.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
FILCTEM-CGIL FLAEI-CISL FEMCA-CISL UILCEM-UIL

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