Il salario in gabbia di Giuseppe Sorrentino

2009 ottobre 5

Tratto da Alchimia Settembre

gabbie-salariali sardo napoletanoVolevo, prima di entrare nel merito dell’ argomento, iniziare con delle piccole premesse.
Premesse resesi necessarie dal fatto che, provando a sviluppare il mio ragionamento, non riuscivo da uomo del sud, a non farne una questione di “giustizia”, a non sentirmi ancora una volta la povera vittima dai diritti negati. Per questo, ci tengo a precisarlo, cercherò di dimenticare che la proposta di reintrodurre le gabbie salariali esca dalle stanze dei bottoni della lega nord, lo stesso partito che annovera tra le sue fila il sindaco di un paese in provincia di Bergamo che ha cambiato, solo pochi giorni fa per citare la più recente, la denominazione di una biblioteca intitolata a Peppino Impastato, perché a suo dire, bisogna valorizzare le personalità locali. Cercherò di dimenticare che questa proposta rappresenta un evidente ritorno al passato piuttosto che una moderna prospettiva futura, cercherò di dimenticare che
ad Avola (SR) le lotte dei braccianti agricoli e la morte di due di essi diedero il via alla parificazione tra nord e sud di quei salari che adesso vengono rimessi in discussione.
Cercherò di farlo perché credo, che esista seriamente un problema di “potere d’acquisto” tra nord e sud, soprattutto in certi ambiti, ma che sbagliato sia il sistema (ri)proposto per contrastarlo.
Ecco perché, una volta usciti dai giochi propagandistici della lega, si trovano le valutazioni molto più interessanti dei segretari di Cisl e Uil.
Angeletti e Bonanni infatti chiedono al ministro Sacconi “che si riduca a zero l’ aliquota, dando un Il Salario in Gabbia incentivo in più, e che si elevi il tetto per la detassazione del salario di secondo livello, che col nuovo accordo, renderà la contrattazione più vicina al posto di lavoro, più flessibile e legata all’ andamento della produttività”.
La proposta dei due ha suscitato anche l’ avvicinamento di Epifani che si è detto pronto al dialogo “a condizione che si faccia il possibile per estendere il secondo livello a tutti i lavoratori”.
E in effetti è evidente come si siano già adottati sistemi diversi per garantire salari più elevati nelle varie zone d’ Italia, andate a vedere ad esempio se un insegnante di Bolzano guadagni quanto uno di Agrigento o se un infermiere di Milano abbia lo stesso stipendio di uno di Palermo.
Che si utilizzi quindi il principio di dotare tutti di sistemi capaci di fornire un incentivo ai salari e che non sia solo prerogativa di regioni più sensibili credo sia
uno strumento più civile ed efficace. Se poi si volesse continuare a percorrere la strada tracciata dalla lega, noi qui, nel profondo sud, avremmo già pronto lo slogan:
“venite ad investire nel meridione, senza autostrade, infrastrutture ed alta velocità, ma con sole mare e manodopera a basso costo”… chissà che la lega,
senza volerlo, non ci faccia un favore.
Giuseppe Sorrentino
Alchimia Settembre

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