D-Day a Fiumesanto

2007 Luglio 25
by fiumesanto

Qui di seguito riportiamo l’intervista rilasciata agli organi di stampa dal ns. Segretario Franco Peana, e pubblicata da giornali e televisioni e radio locali.

 

Cosa porta la UILCEM a manifestare in questo modo così eclatante?

Quando un’azienda come Endesa manifesta in modo chiaro ed evidente un atteggiamento di insofferenza verso un qualunque sindacato, bisogna iniziare a diffidare anche della sua “filantropia” verso i cittadini, i quali “ospitandola” per permettergli lo sviluppo dei suoi “affari” gradirebbe una totale trasparenza nonché franchezza dei suoi obiettivi e soprattutto del suo operato.

Che cosa c’è da preoccuparsi seriamente :

gli argomenti critici sono tanti, che un articolo non può esplicare nel dettaglio, ma in generale riteniamo che i diritti dei lavoratori diretti e di quelli dell’indotto, la chiarezza degli investimenti, la trasparenza della attribuzione degli appalti, la sicurezza degli addetti sull’impianto e la sicurezza della tutela ambientale possano riepilogare un contesto oggi abilmente sommerso e che invece noi vogliamo diventi normale conoscenza dell’opinione pubblica per la sua totale e trasparente informazione, affinchè possa costruttivamente partecipare alla decisione di tutto ciò che ha un impatto significativo nel suo territorio.

La campagna Endesa di legittimazione del carbone proponeva tra gli altri, due concetti molto forti : la diminuzione del traffico delle petroliere (ormai universalmente riconosciuto come di grande pericolo, anche a causa delle oscure società che gestiscono queste navi in tutto il mondo), e l’aumento dei posti di lavoro nel territorio; ebbene il primo punto oggi viene totalmente ricusato in quanto l’Endesa ha deciso di affittare i serbatoi di olio combustibile ad una società terza che li userà come polo di distribuzione per tutto il mediterraneo, aumentando in modo esponenziale il traffico di questi mostri del mare; il secondo punto invece è stato “onorato” in modo curioso, è infatti fortemente diminuito il numero dei dipendenti diretti, soggetti però a continue, incessanti e perenni riorganizzazioni, e si è ricorso contemporaneamente ad una massiccia terziarizzazione fatta di lavoratori precari, dai contratti molto meno garantisti e senza tutele sindacali.

Nella stessa campagna gran parte della società civile ha collaborato per portare a buon fine questo investimento, ma una volta realizzato, di contro, l’Endesa non ci sembra abbia reso al territorio ed ai suoi cittadini adeguato ritorno, anche perché le sponsorizzazioni ed i contributi alle iniziative locali non possono da sole rappresentare il risarcimento per l’impatto che tale impresa industriale costituisce per il comprensorio, soprattutto quando come in questo caso, il guadagno economico è molto cospicuo.

Da non dimenticare che l’assoluta gran parte degli utili vola via dalla Sardegna, e non si può accettare che gli investimenti locali debbano essere fatti solo in funzione degli affari futuri, trascurando invece di consolidare le attività già esistenti, come, a solo titolo di esempio, non si capisce come dopo aver speso mille miliardi di lire di investimenti pubblici per costruire un carbonodotto a tenuta stagna, si possa poi tenere il prodotto stoccato tranquillamente all’aperto in un area grande come diversi campi di calcio.

(ad esempio l’Enel a Civitavecchia costruirà il parco carbone al chiuso e in atmosfera controllata, per cui non si stanno suggerendo ipotesi fantascientifiche)

Che cosa vi preoccupa nello specifico?

Questo concetto rientra nella definizione di “fiducia”, ed avendo esperienza di tante altre imprese che in Sardegna hanno trovato accoglienza per restituire macerie fumanti, iniziando a rilevare una incrinazione di questo rapporto di fiducia, desideriamo mettere in allarme l’opinione pubblica al fine di vigilare tutti insieme, sindacato, autorità politiche, associazioni e cittadini.

Quali fatti vi sentite di denunciare in modo particolare?

Senza entrare in particolari che ci riserviamo di dettagliare in un prossimo futuro, desideriamo semplicemente comunicare che dopo 7 mesi di relazioni sindacali sospese, questo sindacato di categoria UILCEM, ha voluto dimostrare la propria buona volontà con la ripresa alla normalità, ma dopo altrettanti mesi di perseveranza della controparte nella veste di podestà locale che mal sopporta la dialettica sindacale se non quella asservita e compiacente, è stata costretta a rompere nuovamente le relazioni sindacali e questa volta per penna del livello regionale della stessa categoria.

Ma che cosa è successo esattamente :

L’ufficio delle relazioni esterne di Endesa, che avrebbe dovuto verificare il tono delle nostre denuncie sulla contestata conduzione della centrale di fiume santo, nonostante l’infinita pazienza della UILCEM, ha praticamente e sistematicamente impedito gli incontri chiarificatori richiesti, proponendo sempre orari ed appuntamenti impossibili o di contorno ad altre iniziative, forse al bar, forse tra un saluto ed un ossequio di rito.

Un livello di disprezzo e sottovalutazione tale non viene ricordato tra i rappresentanti sindacali del settore elettrico, anche tra quelli vicini alla pensione.

Non può non essere preoccupante una azienda che si concede così facilmente questi vezzi, quando rappresenta la responsabilità della produzione di buona parte dell’energia della Sardegna, quando rappresenta un enorme rischio ambientale per il territorio del nord-ovest della stessa regione, quando rappresenta accordi, impegni, progetti con la classe dirigente di quei cittadini che invece ne dovrebbero avere fiducia piena.

Pertanto, avendo chiuso le relazioni sindacali dirette, e vedendoci costretti ad utilizzare la stampa per informare l’opinione pubblica, comunichiamo che in futuro, sempre che gli organi di informazione continuino a permettercelo, proseguiremo su queste pagine a svolgere la nostra normale azione sindacale.

Ma cosa pensano i lavoratori di questa vostra iniziativa :

I lavoratori normalmente criticano il sindacato per troppa “morbidezza” e ci incitano sempre all’assunzione di toni più decisi, siamo perciò sicuri di raccogliere il consenso di tanti anche oltre alla base dei normali iscritti ed auspichiamo quindi un loro maggior coinvolgimento in questa che consideriamo una battaglia sia per loro che per i cittadini tutti.

Comprendiamo anche la difficoltà di tale battaglia, perché oggi stiamo contestando le piccole prebende quotidiane, le mance e gli extra compensi in un ottica però di sviluppo della dignità complessiva ed a lungo termine di tutti e non di pochi, per cui siamo sicuri che la maggioranza potrà apprezzare questa nostra filosofia di fare sindacato.

Riteniamo questo il primo passo di una esternalizzazione di argomenti che non vogliamo più rimangano trattati al chiuso e lontano dalla conoscenza della opinione pubblica e chiaramente ci sentiamo impegnati a proseguire nella nostra opera che utilizzerà tutti gli strumenti leciti a nostra disposizione senza escludere il ricorso a tutte le istituzioni pubbliche che ce lo permetteranno.


4 Risposte leave one →
  1. 2007 Agosto 20
    Franco permalink

    Sono un lavoratore di una ditta esterna che lavora all’interno della Centrale di Fiume Santo,volevo solo dire che la politica di Endesa e vergognosa hanno bloccato la manutenzione ordinaria, facendo si che alcune parti di impianto specialmente quelle in alto sono in uno stato di trascuratezza assoluta, non che un pericolo quotidiano per chi come me, ogni giorno è costretto a lavorare in situazioni a rischio, loro pensano solo ai loro Budget mensili, cercando di risparmiare su tutto e tutti, facendo si che padri di famiglia da un giorno a l’altro vengano licenziati, perche Endesa deve risparmiare sempre più Vergogna a questo territorio che gli permette di fare quello che vuole.

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