Siglato Contratto dei chimici …malcontento in Casa CGIL
Mi trovo a condividere le osservazioni che i Segretari di Fiom e Flai fanno alla sigla dell’accordo sui contratto dei CHIMICI riporto integralmente un’intervista rilasciata al giornalista Antonio SCIOTTO dal Segretario CHIRIACO della Flai
Fiom e Flai contro la firma dei chimici: no alle deroghe
Rinaldini e Chiriaco Il segretario della Fiom: «Si tratta di una modifica che indebolisce il contratto nazionale». Il leader Flai: «Si viola la solidarietà alla base della Cgil: intervenga la confederazione»
Come un fulmine a ciel sereno, è stato firmato in questi giorni un accordo dei chimici che apre la possibilità di deroga ai contratti nazionali. Lo hanno siglato Filcem Cgil, Femca Cisl, Uilcem e Federchimica. Si potrà derogare in azienda a quanto previsto dai contratti nazionali su salari, ferie e periodo di prova. Una violazione delle linee congressuali Cgil che ha creato polemiche non solo dentro gli stessi chimici – il segretario Filcem di Brescia, Dario Filippini, spiega che «non è stato condiviso dalla categoria ma solo concertato ai vertici» – ma soprattutto ha provocato le proteste di due big della Cgil, Gianni Rinaldini (Fiom), e Franco Chiriaco (Flai), che hanno le trattative aperte per meccanici e agroindustriali. «L’accordo dei chimici, attraverso le deroghe aziendali – spiega Rinaldini – modifica sostanzialmente il ruolo e la funzione del Contratto nazionale come strumento di solidarietà. Non sono mai intervenuto sui contratti di altre categorie – aggiunge – In questo caso però ci troviamo di fronte a un’esplicita modifica della struttura contrattuale definita a livello confederale: si apre la strada all’indebolimento e al superamento del contratto nazionale. E’ inaccettabile, anche rispetto alle scelte congressuali della Cgil». Un «caos» di decisioni singole ai tavoli (sembra che il commercio punti a contratti lunghi 5 anni) su cui abbiamo sentito Chiriaco, che ora chiede «un intervento confederale».
Perché non va bene l’accordo dei chimici?
Perché i contratti fissano sistemi di regole: ma se il lavoratore sa che si può derogare, poi non si sente più garantito. Ai meccanici, ad esempio, chiedono deroghe sugli orari. La Confindustria vuole riformare il modello contrattuale, con la decontribuzione e detassazione di straordinari e secondo livello. Insomma, è un attacco concentrico alla validità e centralità del contratto nazionale, unica garanzia per tutti i lavoratori.
Si viene meno alla confederalità della Cgil?
Certo: la tutela solidale di tutti i lavoratori, dei più deboli, e nello stesso tempo il tener fede alle linee stabilite insieme nei congressi, è il cuore della Cgil. Se noi esaltiamo, con le dichiarazioni che vedo a tutta pagina sul Sole 24 Ore, accordi che derogano al livello nazionale, non facciamo un buon servizio a chi oggi sta trattando per due milioni di lavoratori: parlo dei contratti dei meccanici e dell’agroindustria, i maggiori dell’industria.
Ma è lo stesso governo che spinge a decentrare la contrattazione e detassare gli straordinari.
Sì, ma se è per questo il governo vorrebbe anche detassare tutti gli accordi che deroghino sulle flessibilità orarie. Lo trovo gravissimo. Così come non trovo opportuno che si miri ad allungare la vigenza dei contratti: se lo vogliono triennale, come pare ci propongano, allora si reintroducano sistemi di riallineamento dei salari all’inflazione.
La Cgil a questo punto dovrebbe intervenire?
Io credo che la Cgil, adesso e quando si discuterà dei modelli contrattuali, deve tenere ferma la centralità del contratto nazionale. Che, lo ripeto, è garanzia per i lavoratori più deboli. Tutto ciò che va contro e favorisce deroghe deve essere stoppato. La Cgil deve intervenire e riportare a confederalità quello che avviene nelle singole categorie.

Sono un’iscritto alla filcem ma lavoro nel settore elettrico, non vorrei che con il ns. contratto, arrivino alle stesse conclusioni….mi sa che è arrivata l’ora di mandare a quel paese questo sindacato che ultimamente è asservito sempre più al “padrone”…come un maggiordomo servile e prono