Eon continua a fare orecchie da mercante

Eon continua a fare orecchie da mercante

E questo perché chi è deputato alla rappresentanza dei cittadini latita e non prende posizione decisa.

La multinazionale tedesca prosegue nella sua opera di speculazione finanziaria sfruttando da una parte le pieghe della “drogata” legislazione italiana che permette grandi guadagni a pochi investimenti (fotovoltaico) e dall’altra le necessità della rete elettrica sarda che sarà “costretta” a chiedere il proseguio del funzionamento degli ormai “rottami” gruppi ½.

Il fotovoltaico, che oltre i guadagni quintuplicati rispetto al prezzo corrente di mercato, permette la maturazione di “certificati verdi” che potranno essere spacciati in qualunque parte della comunità europea alla faccia dei “becchi sardi” che si vedono occupati 50 ettari di ex-terreno agricolo.

I gruppi ½, che ormai dalle calende greche non vedono interventi di manutenzione, con tutto ciò che comporta in rischio per la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente, rappresentano la “gallina dalle uova d’oro” in quanto la loro fornitura di energia viene richiesta quando la rete “non ne può proprio fare a meno” ed Eon in tal caso arriva anche a decuplicare il prezzo di vendita.
Come si può pensare che una multinazionale, oltretutto straniera, possa uccidere la gallina dalle uova d’oro per comprare una mucca?

Inoltre, si vocifera nei corridoi, la grande aspettativa verso il governo Monti per l’abolizione dell’articolo 18, cosa che permetterebbe drastiche riduzioni di voci non compiacenti.

Giovedì 12 gennaio, a Roma si incontreranno i rappresentanti sindacali dei lavoratori di questa azienda che operano negli stati italiano, spagnolo e francese per mettere in opera azioni comuni di contrasto ad una multinazionale che evidentemente non mostra il lato peggiore solo in casa nostra.

Ci auguriamo trovare una unità di intenti ed azioni tali da riportare questa azienda a “fare impresa” con uno spirito che, seppur salvaguardando i guadagni degli azionisti, non distrugga le infrastrutture dei territori locali, per abbandonarli quando finiti di “mungere”.

Ribadiamo come consueto l’appello alle forze politiche ed istituzionali, chiedendogli di uscire dalle logiche di attendismo partitico, e schierarsi per difendere e tutelare una fonte di reddito importante per il territorio del nord-sardegna come la centrale termoelettrica di fiume santo.

Riferiremo tempestivamente gli esiti dell’incontro su nominato del 12 p.v.

Presidi permanenti davanti a Camera e Senato contro la tenaglia delle pensioni

Si è svolto questa mattina un incontro tra i Segretari Generali Cgil-Cisl-Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al Governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere necessari cambiamenti.
Cgil, Cisl e Uil chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare.
Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni Sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle Commissione Bilancio di Camera e Senato.
A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, Cgil, Cisl e Uil proclamano per la giornata di lunedì 12 dicembre p.v. 3 ore di sciopero, con presidi davanti alle prefetture affidandone la gestione ai territori.
Infine, saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati e al Senato fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra.
Roma, 7 dicembre 2011

E.On: non c’è peggior sordo di chi non vuole Sentire………

E.on, azienda sorda“, continua infatti a non voler sentire e sfuggire agli appuntamenti, ma quando è costretta ecco,  allora sì,  diventa un fiume di parole.
Un fiume di parole, vuoto naturalmente,  senza contenuti,  senza propositi,  senza traguardi.
Anzi, per la verità un piano c’è ed è quello di intontire il contendente con mezze verità, mezzi piani e mezzi programmi al solo fine di guadagnare il tempo necessario per permettergli di “consumare l’esistente”.
Insomma come un “non disturbare il conducente” che nel frattempo tiene il treno fermo per vendere oggi le ruote, domani i sedili, dopodomani le carrozze ed infine la motrice……..tutto a pezzi!
E se in futuro un “buon samaritano” volesse riassemblare tutto non potrebbe farlo perché dovrebbe riunire un puzzle ormai sparso per i continenti tutti.
Ed i lavoratori?  Le risorse umane (come le chiamano loro)?
Mah! Tanto ci sono quelli che vanno in pensione, quelli che li incentiva il governo ad andare via, quelli “dell’amianto”, quelli che magari “riusciamo a fare fuori anche noi”, basta avere pazienza, tenere tutto fermo, continuare a seminare terrore e vento di crisi e piano piano tutto si risolve a favore ……………… dei lavoratori??? Macchè, dell’azienda naturalmente!!!

Ecco la grande strategia di una super-multinazionale che prima si è fatta bidonare sull’acquisto ed ora vorrebbe farci credere che è molto brava a gestire il futuro………….ma per favore!!!
Bidone, non perché l’oggetto fosse “guasto”, anzi……ma bidone perché pagato molto più del valore corrente del momento ed oltretutto non commisurato alle previsioni del futuro scenario economico che ormai anche ogni negozietto all’angolo della strada è in grado di fare.

Ci domandiamo come possiamo ancora tollerare la presenza di questa azienda, senza parola, senza programmi e senza dignità.

Una azienda che preferisce pagare le multe della comunità piuttosto che assumere la percentuale di lavoratori delle “categorie protette” come la legge ITALIANA impone;  un azienda che per “sedare” il territorio semina sponsor pubblicitari,  con stage semestrali ed inutili appalti; un azienda che sa sfruttare bene le pieghe delle leggi ITALIANE per le proprie speculazioni di guadagno immediato e deturpazione definitiva del territorio (vedi i 50 ettari di fotovoltaico su ex-terreno agricolo, di fronte al triplo o quadruplo degli ettari di territorio industriale ormai abbandonato e svuotato della sua capacità produttiva che proprio per questo avrebbe dovuto ospitare tale “devastazione”).

Ecco il risultato dell’ennesimo incontro tra OO.SS confederali ed E.on del 17novembre :
……….niente, niente, niente!!!

Anzi, peggio, la dichiarazione della direzione di voler convocare i lavoratori in turno al movimento combustibile, in solitaria per convincerli a “trasferirsi volontariamente” in manutenzione, rappresenta un esemplare dimostrazione di provocazione fusa ad una velleità annientativa della rappresentanza sindacale.
E’ evidente che questa azienda non sia diversa da quelle che hanno sfruttato il polo industriale di Portotorres per poi abbandonarne le macerie fumanti; e forti di queste tristi esperienze, forse si è ancora in tempo per evitare il peggio ed allora, Amministratori pubblici della cosa e delle persone, abbiate il coraggio, insieme alle Organizzazioni dei lavoratori e dei cittadini ITALIANI, usando una metafora calcistica di “ESTRARRE IL CARTELLINO ROSSO” e convocare una nuova partita con squadre questa volta più onorevoli e dignitose.”

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