Eon continua a fare orecchie da mercante
gennaio 10, 2012 Lascia un commento
Eon continua a fare orecchie da mercante
E questo perché chi è deputato alla rappresentanza dei cittadini latita e non prende posizione decisa.
La multinazionale tedesca prosegue nella sua opera di speculazione finanziaria sfruttando da una parte le pieghe della “drogata” legislazione italiana che permette grandi guadagni a pochi investimenti (fotovoltaico) e dall’altra le necessità della rete elettrica sarda che sarà “costretta” a chiedere il proseguio del funzionamento degli ormai “rottami” gruppi ½.
Il fotovoltaico, che oltre i guadagni quintuplicati rispetto al prezzo corrente di mercato, permette la maturazione di “certificati verdi” che potranno essere spacciati in qualunque parte della comunità europea alla faccia dei “becchi sardi” che si vedono occupati 50 ettari di ex-terreno agricolo.
I gruppi ½, che ormai dalle calende greche non vedono interventi di manutenzione, con tutto ciò che comporta in rischio per la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente, rappresentano la “gallina dalle uova d’oro” in quanto la loro fornitura di energia viene richiesta quando la rete “non ne può proprio fare a meno” ed Eon in tal caso arriva anche a decuplicare il prezzo di vendita.
Come si può pensare che una multinazionale, oltretutto straniera, possa uccidere la gallina dalle uova d’oro per comprare una mucca?
Inoltre, si vocifera nei corridoi, la grande aspettativa verso il governo Monti per l’abolizione dell’articolo 18, cosa che permetterebbe drastiche riduzioni di voci non compiacenti.
Giovedì 12 gennaio, a Roma si incontreranno i rappresentanti sindacali dei lavoratori di questa azienda che operano negli stati italiano, spagnolo e francese per mettere in opera azioni comuni di contrasto ad una multinazionale che evidentemente non mostra il lato peggiore solo in casa nostra.
Ci auguriamo trovare una unità di intenti ed azioni tali da riportare questa azienda a “fare impresa” con uno spirito che, seppur salvaguardando i guadagni degli azionisti, non distrugga le infrastrutture dei territori locali, per abbandonarli quando finiti di “mungere”.
Ribadiamo come consueto l’appello alle forze politiche ed istituzionali, chiedendogli di uscire dalle logiche di attendismo partitico, e schierarsi per difendere e tutelare una fonte di reddito importante per il territorio del nord-sardegna come la centrale termoelettrica di fiume santo.
Riferiremo tempestivamente gli esiti dell’incontro su nominato del 12 p.v.





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